giovedì 26 gennaio 2012

Rebel, storia di angeli e cliché


Nessuno può separare ciò che l'amore ha unito.



Titolo: Rebel
Autore: Alexandra Adornetto
Editore: Nord
Anno: 2011

Trama: Tre lampi nella notte, come stelle piovute dal cielo. Sono Gabriel, l'arcangelo guerriero, Ivy, la guaritrice, e infine Bethany, alla sua prima esperienza sulla Terra. Sono stati inviati a Venus Cove perché una serie di tragedie si è abbattuta su quella pacifica cittadina di mare: una liceale ha perso la vita in un incendio, un altro studente è rimasto ucciso scivolando da un tetto, alcuni bambini sono morti a causa di una violenta influenza... Per gli esseri umani si è trattato di tragiche fatalità; per gli angeli, invece, sono segni ben precisi di un piano demoniaco assai più vasto. E il compito di Bethany, che ha assunto le sembianze di un'adolescente, è frequentare la Bryce Hamilton School per scoprire se c'è un legame tra la scuola e le Forze Oscure. Sebbene l'impatto con la nuova realtà sia traumatico e fare amicizia coi compagni sembri un'impresa impossibile, Bethany a poco a poco si cala nella parte e inizia a parlare come loro, ad agire come loro e, soprattutto, ad amare come loro: agli angeli è proibito provare sentimenti umani tuttavia, non appena incrocia lo sguardo di Xavier - uno sguardo che nasconde un passato doloroso -, lei si sente pronta persino a infrangere le leggi del Cielo pur di stare con lui... L'amore la distruggerà o il suo atto di ribellione salverà il mondo?

Recensione:Che Alexandra Adornetto sia alle prime armi e sia una scrittrice molto giovane si nota subito non appena ci si cimenta nella lettura di Rebel.
Mi sembra quasi che il libro sia una sorta di Twiligh travestito in “bene”: invece di trattare di vampiri (o presunti tali) si parla di angeli (o presunti tali). Sembra quasi che la Adornetto abbia utilizzato l'espediente angelico solo per travestire Rebel di un sottile velo di paranormale, tematica che va alla grande in molte autrici emergenti dei nostri tempi.
La trama è molto semplice e nota: ragazza nuova, scuola nuova, compagni nuovi. Sarebbe tutto normale se solo Bethany Church (e anche il cognome qui è discutibile e lasciatemelo dire...piuttosto scontato) non fosse niente meno che un angelo venuto dal cielo in missione assieme all'arcangelo Gabriele e al serafino Yvy. In missione contro presunti angeli cattivi dei quali nel libro non se ne trova traccia (se non attraverso alcuni rimandi alla guerra in Oriente o nelle cattive azioni quotidiane delle persone delle quali essi sembrerebbero la causa).
Paranormale va a braccetto (ahimè) con l'amore. E Bethany s'innamora di un ragazzo della scuola (manco a dirlo bello e piacente) e vive con lui le pene d'amore; si sa angeli e uomini non possono stare assieme.
E mi chiedo perché la Adornetto non abbia insistito su questo punto che avrebbe reso senz'altro il libro più interessante. Risolve invece questo dilemma nella manciata di poche pagine (Gabriel tiene il muso per qualche capitolo ma nulla di più).
Appuntamenti, baci, falò sulla spiaggia, sesso....(inesistente comunque nel libro). Tutto procede in maniera piuttosto lineare fino all'arrivo dal cattivo.
Ahi ahi. Altra nota dolente. Il cattivo sembra gettato in mezzo solo per movimentare la storia (il che avviene negli ultimi capitoli tra l'altro) e anche qui la Adornetto cade in cliché piuttosto stereotipati. Il demone che rapisce gli esseri umani e vuole creare il suo esercito personale sulla terra. Ciò che non si capisce bene, e che almeno mantiene discretamente alta la tensione della trama, è perché il cattivo voglia a tutti i costi Bethany per sé.

Il libro, essendo il primo di una serie, non si conclude con un finale netto e sebbene questa lettura sia paragonabile piuttosto a una sorta di lunga sceneggiatura dalle battute alla serie tv, sono comunque curiosa di leggerne il seguito. Il perché mi sembra chiaro: voglio verificare se la Adornetto sia cresciuta stilisticamente parlando e non solo.
L'impressione finale che ho di questo libro è che l'autrice abbia sciupato un'idea che poteva risultare vincente. La giovane età della scrittrice la si nota, non lo si può negare, e forse è stato proprio questo il suo tallone d'Achille.
La protagonista stessa è scialba, e non si riesce a calarsi nei suoi panni nemmeno dopo 378 pagine. Il vero peccato del libro non è l'amore proibito tra i due protagonisti ma la superficialità che l'autrice ha usato per descrivere un tema delicato come questo.

La Adornetto non leggerà mai questa mia breve e per nulla professionale recensione, ma la sfido lo stesso a scrivere un secondo libro dalla qualità migliore. Lo aspetto.

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