La strada fino a qui di... Chiara Catella

Oggi conosciamo la strada fino a qui di Chiara Catella. Un piccolo viaggio dietro le quinte per scoprire come nascono le sue storie e quali traguardi ha raggiunto.

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Come e quando ti sei avvicinata al tuo mondo creativo? C'è stato un momento preciso in cui hai capito che la scrittura sarebbe diventata una parte così fondamentale della tua vita?

Scrivo da quando ho memoria. Lo so, sembrerà banale, ma davvero non riesco a ricordare quando ho iniziato a inventare storie. Anche prima di imparare a scrivere, mi piaceva arricchire le favole della buonanotte con qualche dettaglio in più.

Raccontaci un po' del tuo "dietro le quinte". Qual è il tuo processo creativo tipico? Hai delle abitudini, delle routine o dei piccoli rituali che segui prima di metterti a scrivere o a creare?

Prima di scrivere, aspetto che l'idea prenda forma. Può arrivare da un fatto di cronaca, un film, un videogioco, un frammento di conversazione ascoltato in metro, una colonna sonora... A proposito di musica, ascolto quasi tutti i generi musicali, scegliendo in base a come mi sento in quel momento, e quando un brano mi aiuta nella creazione di una storia, lo ascolto in maniera ossessiva. Quando l'idea è così forte da minacciare di farmi esplodere il cervello, la scrivo a mano, carta e penna (con inchiostro rigorosamente nero) e poi trascrivo sul pc. Magari modifico alcuni dettagli, ma se devo cambiare la storia in maniera sostanziale, ritorno sempre alla carta.

Nessuno crea nel vuoto; tutti abbiamo dei maestri o delle bussole. Quali sono gli autori, i libri o gli artisti che hanno influenzato maggiormente il tuo stile e il tuo immaginario?

Tante forme d'arte hanno contribuito a dar forma alla mia immaginazione nel corso del tempo, ma se devo annoverare gli autori che ho nel cuore sono: Edgar Allan Poe, Philip K. Dick, Arthur Conan Doyle, Shirley Jackson, Agatha Christie, Ray Bradbury, H. P. Lovecraft.


Se dovessi scegliere una sola tua opera (un libro che hai pubblicato, un progetto specifico o una creazione a cui tieni particolarmente) per presentarti a un lettore che non ti conosce, quale sceglieresti e perché?

Raven Hotel: è il mio primo libro pubblicato, una raccolta di racconti in stile gotico, weird con un pizzico di sci-fi uniti da una trama unica che mi ha consentito di mostrare le varie sfaccettature del mio stile, e penso sia utile al lettore per capire se ciò che faccio può essere di suo gusto o meno: non si può piacere a tutti.

Che rapporto hai con chi legge le tue storie o apprezza i tuoi lavori? Quanto incidono i feedback e le opinioni della tua community sulla tua motivazione e sulle tue opere future?

Questo punto è complesso: apprezzo molto quando i lettori mi fanno sapere che quello che hanno letto gli è piaciuto, per me è uno stimolo a continuare a scrivere e a cercare sempre di migliorare, pur consapevole dei miei limiti, ma quando scrivo non penso a chi leggerà, per due motivi: mi creerebbe una spropositata ansia da prestazione (paura di deludere chi ha già letto qualcosa di mio), e mi farebbe snaturare la storia per inserire elementi che magari i lettori vorrebbero, ma che non fanno parte dell'idea iniziale. Ho molto rispetto per le storie che mi arrivano, cambiarle sarebbe irrispettoso. A tal proposito, sono convinta che le storie esistano già, da qualche parte, e che gli scrittori siano come antenne in grado di percepirle e fissarle su carta (idea che, ora che ci penso, si intuisce anche nei miei romanzi...)


Senza svelare troppi segreti, puoi darci qualche anticipazione sui tuoi progetti in corso? C'è un cantiere aperto a cui stai lavorando proprio adesso di cui vorresti parlarci?

Cantieri aperti ne ho sempre tanti, a causa del mio processo creativo: alcune storie devono riposare, maturare, altre sono già pronte e attendono solo di essere trascritte. Attualmente, sto lavorando a un romanzo che mescola thriller, sci-fi, horror e drammatico, collegato ai miei due libri (in particolare a Il Patto Oscuro, in cui anticipo parte della vicenda). Come sempre, utilizzo la narrativa di genere per parlare di tematiche sociali, ma per ora non dico altro.

Non è sempre tutto facile quando si decide di condividere la propria creatività. Qual è stata la sfida o l'ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso editoriale o artistico, e come l'hai superato?

Non so se l'ho superato. Se non fosse stato per il mio compagno, non avrei avuto il coraggio nemmeno di presentarmi a te, Alessandra, e di conseguenza non avrei conosciuto Malia e non sarei mai stata pubblicata. Ho una personalità complicata. Sono convinta che sia meglio conoscere le mie opere piuttosto che la mia persona, rischierei di deludere, o peggio.