L’eclissi dell’umanità: il dolore di Marcellina e il silenzio della coscienza

Ci sono giorni in cui la cronaca smette di essere solo un insieme di fatti distanti e diventa un peso insostenibile sul petto. Quello che è accaduto nel mio paese, a Marcellina, dove due cagnoline sono state colpite a fucilate — una morta, l’altra in condizioni gravissime — non è solo un atto criminale. È il sintomo di una malattia profonda che sta infettando la nostra società.



Oltre la cronaca: dove finisce l’uomo?

Leggendo la notizia, la prima reazione è l’indignazione. Ma subito dopo arriva una domanda più sottile e dolorosa: dov’è finita la nostra umanità? L’essere umano si è sempre autodefinito come la specie dotata di ragione, morale ed empatia. Eppure, quando leggiamo di tali atrocità commesse contro esseri viventi indifesi, quella definizione sembra sgretolarsi. I cani non conoscono le logiche perverse del nostro mondo; non conoscono l’odio o la cattiveria gratuita. Si fidano, spesso ciecamente, dell’essere umano, lo stesso che oggi ha imbracciato un fucile per spezzare delle vite senza un perché.

"Se la misura della nostra civiltà si vede da come trattiamo gli animali, oggi il bilancio è tragico. Siamo davanti a un vuoto di valori che dovrebbe spaventarci tutti."

Il paradosso della "superiorità"

Spesso ci ergiamo a giudici del mondo, convinti di essere al vertice di una scala gerarchica che ci darebbe diritto di vita e di morte su tutto ciò che ci circonda. Ma quale superiorità può mai vantare chi usa la forza contro chi non può difendersi?

L’attacco a creature così vulnerabili denuncia una vigliaccheria che va oltre ogni comprensione. Non si tratta solo di "animalismo", si tratta di rispetto per la vita. Chi è capace di tale violenza verso un animale possiede una scala di valori distorta, dove l'empatia è stata sostituita dal buio totale.

Una riflessione necessaria

Questa non è una condanna urlata al vento, ma un invito alla riflessione per tutti noi. Dobbiamo chiederci che tipo di comunità stiamo costruendo. Se permettiamo che l'indifferenza prenda il sopravvento, se non ci indigniamo più davanti a questi atti, diventiamo complici del declino morale che stiamo osservando.

È necessario tornare a educare all'empatia, a capire che ogni essere vivente ha il diritto di abitare questo mondo senza il timore di incontrare la ferocia umana travestita da normalità.


QUI potete leggere l'articolo del Messaggero sull'increscioso fatto di cronaca