La strada fino a qui di... Mia L.
Oggi conosciamo la strada fino a qui di Mia L. Un piccolo viaggio dietro le quinte per scoprire come nascono le sue storie e quali traguardi ha raggiunto.
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Come e quando
ti sei avvicinata al tuo mondo creativo? C'è stato un momento preciso in cui
hai capito che la scrittura sarebbe diventata una
parte così fondamentale della tua vita?
Mi sono
avvicinata alla scrittura partendo da qualcosa di molto semplice: il desiderio
di creare momenti di calma e dolcezza prima della nanna. Ho sempre amato le
storie che fanno sentire accolti e al sicuro, e con il tempo ho capito che
volevo creare proprio questo tipo di emozione per i bambini e per le famiglie.
Non c’è stato un momento preciso, ma tanti piccoli momenti che mi hanno fatto
capire quanto le storie possano diventare rifugio, abitudine e ricordo.
Raccontaci un po' del tuo "dietro le quinte". Qual è il tuo processo creativo tipico? Hai delle abitudini, delle routine o dei piccoli rituali che segui prima di metterti a scrivere o a creare?
Il mio
processo creativo parte quasi sempre da un’emozione o da una scena molto
semplice: una luce soffusa, una mamma che legge, un bambino che si addormenta.
Cerco di immaginare prima l’atmosfera e solo dopo le parole. Mi piace lavorare
lentamente, spesso di sera, con musica calma o nel silenzio. Prima di scrivere
raccolgo immagini, colori e sensazioni che possano trasmettere serenità. Ogni
storia nasce pensando non solo al bambino che ascolta, ma anche al genitore che
vive quel momento insieme a lui.
Nessuno crea nel vuoto; tutti abbiamo dei maestri o delle bussole. Quali sono gli autori, i libri o gli artisti che hanno influenzato maggiormente il tuo stile e il tuo immaginario?
Sono molto
influenzata dagli albi illustrati che riescono a unire semplicità ed emozione.
Amo le storie che parlano con delicatezza, senza bisogno di spiegare troppo.
Anche il mondo dell’illustrazione ha un ruolo importante nel mio immaginario:
luci calde, atmosfere morbide, dettagli che fanno sentire “a casa”. Mi ispirano
molto le storie della buonanotte classiche, ma anche i contenuti moderni che
riportano attenzione sulla lentezza e sulla connessione emotiva tra genitori e
figli.
Se dovessi scegliere una sola tua opera (un libro che hai pubblicato, un progetto specifico o una creazione a cui tieni particolarmente) per presentarti a un lettore che non ti conosce, quale sceglieresti e perché?
Sceglierei
“Cos’è l’amore, mamma?”. È il libro che rappresenta meglio il mio modo di
vedere le storie per bambini: semplici, dolci e profonde allo stesso tempo.
Parla dell’amore attraverso piccoli gesti quotidiani e cerca di trasformare la
lettura serale in un momento di presenza e vicinanza. È il libro che più di
tutti racchiude l’anima del mio progetto.
Che rapporto hai con chi legge le tue storie o apprezza i tuoi lavori? Quanto incidono i feedback e le opinioni della tua community sulla tua motivazione e sulle tue opere future?
Per me il
rapporto con chi legge è importantissimo. Ogni messaggio, recensione o foto
condivisa da una famiglia ha un valore enorme, perché mi ricorda che quelle
storie stanno davvero entrando nella vita quotidiana di qualcuno. I feedback mi
aiutano tanto anche dal punto di vista creativo: ascoltare le emozioni dei
genitori e vedere come i bambini reagiscono ai personaggi mi spinge a
continuare e a migliorare.
Senza svelare troppi segreti, puoi darci qualche anticipazione sui tuoi progetti in corso? C'è un cantiere aperto a cui stai lavorando proprio adesso di cui vorresti parlarci?
Sto lavorando
a nuove storie legate al mondo di Olly, sempre con un forte legame alle
emozioni, alla routine serale e ai piccoli rituali quotidiani. Mi piacerebbe
creare un universo sempre più accogliente, fatto di libri, attività e momenti
da vivere insieme in famiglia.
Non è sempre
tutto facile quando si decide di condividere la propria creatività. Qual è
stata la sfida o l'ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso
editoriale o artistico, e come l'hai superato?
La sfida più
grande è stata imparare a credere davvero nel valore delle mie storie,
soprattutto nei momenti in cui i risultati sembravano arrivare lentamente.
Condividere la propria creatività significa mostrarsi in modo molto
vulnerabile, e non è sempre facile. Però ho imparato che la costanza,
l’autenticità e l’amore per quello che si crea possono fare molta strada, anche
un passo alla volta.
