La strada fino a qui di... Luca Locarno
Oggi conosciamo la strada fino a qui di Luca Locarno. Un piccolo viaggio dietro le quinte per scoprire come nascono le sue storie e quali traguardi ha raggiunto.
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Come e quando ti sei avvicinato al tuo mondo creativo? C'è stato un momento preciso in cui hai capito che la scrittura (o la tua arte artigianale) sarebbe diventata una parte così fondamentale della tua vita?
Nel 2019 la
mia vita è cambiata: ho perso il lavoro da tecnico informatico e sono entrato
in fabbrica per sbarcare il lunario e sostenere la mia famiglia. Proprio da
quell'esperienza, nel 2023, è nato il mio primo libro (in self-publishing con
Youcanprint), 'Il dono più prezioso'. La scrittura per me è stata terapeutica e
totalizzante; per questo ho deciso di non fermarmi. Nel 2026 è venuto alla luce
'L'Abisso delle Anime Perdute', un techno-thriller unico nel suo genere.
Raccontaci un
po' del tuo "dietro le quinte". Qual è il tuo processo creativo
tipico? Hai delle abitudini, delle routine o dei piccoli rituali che segui
prima di metterti a scrivere o a creare?
Quando scrivo
devo essere totalmente immerso nella storia e ho bisogno della colonna sonora
giusta. Utilizzo esclusivamente pezzi metal-rock strumentali, così da non farmi
distrarre dalle parole. Anche la musica segue la trama: se sto descrivendo uno
scenario caotico e pieno di azione scelgo il death metal, se invece l'atmosfera
è più soft passo a qualcosa di più calmo.
Nessuno crea
nel vuoto; tutti abbiamo dei maestri o delle bussole. Quali sono gli autori, i
libri o gli artisti che hanno influenzato maggiormente il tuo stile e il tuo
immaginario?
L'elenco dei
miei mentori è lungo, ma volendo riassumere, le mie fonti d'ispirazione si
dividono tra autori italiani, blasonati e non, editi da grandi marchi o in
self, e maestri internazionali. In ordine alfabetico per cognome, tra gli
italiani figurano: Donato Carrisi, Romano De Marco, Margherita Gagliardi Tonin,
Antonio Lanzetta, Marco Lugli, Lorenzo Sartori, Alessandro Vannini e Thya B.
Wood. Tra gli stranieri non posso non citare: Darcy Coates, Karsten Dusse,
Martin Griffin, Agatha Christie, Stephen King, Jo Nesbø e Jason Rekulak.
Se dovessi
scegliere una sola tua opera (un libro che hai pubblicato, un progetto
specifico o una creazione a cui tieni particolarmente) per presentarti a un
lettore che non ti conosce, quale sceglieresti e perché?
Senza dubbio
scelgo 'L'Abisso delle Anime Perdute'. Se 'Il dono più prezioso' è stato un
romanzo di formazione intimo, nato quasi come un regalo esclusivo per mia
figlia; 'L'Abisso' è il libro che ridefinisce la mia identità di scrittore.
Racchiude la mia anima, la mia passione per la tecnologia e per i thriller, e
traccia la rotta artistica che intendo seguire da qui in avanti.
Che rapporto
hai con chi legge le tue storie o apprezza i tuoi lavori? Quanto incidono i
feedback e le opinioni della tua community sulla tua motivazione e sulle tue
opere future?
Come scrittore
emergente, per me il contatto umano è fondamentale: gestisco i miei canali
social in prima persona per mantenere un rapporto autentico e amichevole con i
lettori, anche se – lo ammetto – non sono un grande amante del mondo social.
Accetto volentieri ogni tipo di critica, soprattutto quelle meno positive,
purché siano costruttive, motivate e non semplici stroncature gratuite nate per
danneggiare il lavoro altrui. Sono consapevole che le mie storie non possano
piacere a tutti, ed è giusto così: d'altronde, capita anche ai più grandi
maestri della letteratura.
Senza svelare troppi segreti, puoi darci qualche anticipazione sui tuoi progetti in corso? C'è un cantiere aperto a cui stai lavorando proprio adesso di cui vorresti parlarci?
Attualmente
sto lavorando a nuovi progetti. Il primo è un romanzo idealmente legato a
'L'Abisso delle Anime Perdute': ritroveremo infatti il gruppo di hacker etici
come protagonisti, ma in una storia completamente autonoma. In parallelo, sto
gettando le basi per altre storie inedite, definendo con cura personaggi,
ambientazioni e intrecci.
Non è sempre
tutto facile quando si decide di condividere la propria creatività. Qual è
stata la sfida o l'ostacolo più grande che hai incontrato nel tuo percorso
editoriale o artistico, e come l'hai superato?
L'ostacolo più
grande è stato senza dubbio trovare un editore serio e non a pagamento (No-EAP)
per il mio primo thriller. Dopo l'esperienza in totale libertà del
self-publishing, mi ero imposto di tentare la strada della piccola e media
editoria indipendente. Inizialmente, a causa della mia scarsa conoscenza di
certe dinamiche editoriali, ho contattato alcune realtà scoprendo solo in
seguito che richiedevano un contributo economico. La svolta è arrivata con PAV
Edizioni: hanno creduto nel progetto inserendomi nella collana Thriller/Horror
'Rosso Vermiglio'. Con loro mi sono trovato benissimo: mi hanno fornito linee
guida che da self-publisher ignoravo, arricchendo l'opera e completandola
grazie alla loro esperienza.

