Interview Tour - Sara Foti Sciavaliere



Buon sabato amici di blog!
Oggi ospito nel mio angolino virtuale una delle autrici della collana Little Black Dress, Sara Foti Sciavaliere. Ho condiviso le domande con la blogger Silvia DC, altra collaboratrice di collana, sempre generosa e disponibile (le prime tre sono le mie, le ultime di Silvia).
Leggiamo insieme cosa ci ha raccontato l'autrice. 

Come hai conosciuto la Little Black Dress?
Ho conosciuto Cinzia Giorgio qualche anno fa e ha dato spazio ai miei articoli su Pink Magazine Italia, poi un mio romanzo storico breve è stato pubblicato tra i Pink Books.. e così poi ho provato a propormi anche per il nuovo progetto editoriale di Little Black Dress e sono contenta che "L'altra metà del mio cielo", nonostante non fosse inedito, potesse entrare a fare parte di questa nuova avventura.

Quale libro secondo te non dovrebbe mancare nella libreria di un aspirante scrittore?
Questa non è una domanda semplice, ridurre tutto a un unico libro mi sembra impensabile. Sicuramente un aspirante scrittore deve essere anche un lettore forte, deve leggere i classici e poi seguirà le lettura che sente più affini, anche al proprio genere di scrittura. Personalmente ho una libreria molto varia, divisa per generi, gli unici che non leggo sono la fantascienza e l'horror, poi a periodi alternati magari sono attratta più da un genere piuttosto che un altro.

C'è un autore, o più di uno, che ti ha ispirata e che continua a farlo?
Mmmmmh, in verità non ho proprio dei modelli ai quali mi ispiro... Però ho chiaro il ricordo che nel leggere due autrici (italiane e contemporanee) di generi diversi tra loro, ho pensato che era lo stile con il quale avrei voluto scrivere: e mi riferisco a Licia Troisi, scrittrice di molte saghe fantasy, e Ornella Albanese, una delle nostre maggiori penne romance ma anche abilissima con i romanzi storici. Oggettivamente, sono ben lontana da quei modelli.

Nel tuo ultimo romanzo ci porti in Puglia, quanto c’è di te e della tua terra tra le pagine del libro?
Penso che si inevitabile, scrivendo anche una storia lontana da sé, non disseminare briciole di se stessi, quindi ci sono piccole tracce di me in alcuni personaggi, c'è un riferimento a una mia amica storica, una parentesi della mia vita in cui pensai di avvicinarmi al wedding planner. La storia è ambientata nel Salento - dove vivo - e ho cercato di disseminare di riferimenti espliciti a questa terra a cui mi sento molto legata: non sono tracce invasive ma spero che siano sufficientemente evocative, con la piazza di Lecce, i paesaggi della campagna salentina e i suoi colori, le masserie storiche convertite e la tradizione vinicola.

Sono una di quelle lettrici che avrebbe apprezzato anche il Pov di Luca, a questo punto ti chiedo, come scegli il punto di vista di un romanzo, perché dare voce solo ad un personaggio?
Credo che quasi tutte abbiate siate contrarie alla mia scelta di concentrare la narrazione de "L'altra metà del mio cielo" sul Pov di Eliana. È stato un esperimento, in verità: forse non è riuscito, anche se a me continua a piacere l'idea, pensavo che puntando su un'unica prospettiva, lasciando nell'ombra quella della controparte, la storia risultasse più realistica, in fondo nella vita vera mica sai cosa passa nella testa degli altri, ma devi cogliere i gesti, le parole non dette e sperare di avere interpretato bene oppure crogiolarti nel dubbio aspettando in qualcosa di esplicito, che riconosca che avevi capito o che ti eri fatta un'inutile film.
È una scelta che è la storia stessa a suggerirmi. Inizio a scrivere e poi lascio che siano i personaggi a proporsi. Ho scritto anche romanzi a voci alternate.

C’è un genere letterario che vorresti scrivere e che non hai ancora affrontato? È quello che non scriveresti mai?
Non scriverei mai di fantascienza, distopici, e credo neanche gli erotici. Invece ho iniziato dei progetti fantasy e paranormal che magari un giorno potrei portare a termine, però c'è un genere che mi intriga ma per me è una chimera: il giallo.