lunedì 12 marzo 2012

La strada fino a qui di....Teresa di Gaetano

Oggi abbiamo il piacere di fare quattro chiacchiere con la scrittrice Teresa di Gaetano che ci parla del suo iter letterario, e della sua passione per la scrittura.

Benvenuta Teresa nel blog che non a caso si chiama “la mia strada fino a qui”. Vuoi raccontare ai lettori quali sono state invece le tappe del tuo “percorso letterario”? (quando hai iniziato a scrivere, a pubblicare ecc...)

Ciao Alessandra e grazie per il benvenuto! Il tuo spazio è davvero molto bello e sono felice di farne parte.

La mia passione per la scrittura nasce un po’ con me. Infatti, fin da bambina avevo questa passione. Tenevo un diario, come tutte le ragazze della mia età, e poi ho iniziato a scrivere brevi romanzi. Il primo è stato un giallo e si chiamava “Un raggio di stoffa”, ma non l’ho conservato, l’ho cestinato purtroppo. All’inizio scrivevo i miei racconti segretamente, senza farli leggere a nessuno, se non a mia sorella. Poi, iniziando a collaborare per alcuni giornali e per un’emittente televisiva gli orizzonti si sono aperti: non ho più tenuto nascosta la mia passione per la scrittura, merito anche di un corso per corrispondenza che ho fatto con la rivista Storie di Roma. Una rivista letteraria, molto letta in America. Lì ho iniziato seriamente a scrivere i primi racconti che sarebbero poi apparsi nella mia prima raccolta di racconti (Bubble, Bubble! Dodici racconti). Raccolta che ho completato contemporaneamente ai miei studi giornalistici. La bambola di vetro, mio primo romanzo fantasy, avrebbe dovuto far parte della raccolta. Ma poi mi sono decisa a pubblicarlo separatamente perché era un po’ troppo lungo come racconto (ben 100 pagine). Poi ho pubblicato una brevissima raccolta di racconti, intitolata “Conchiglia... e altri racconti”. Ed infine l’anno scorso, il mio secondo romanzo fantasy “La sabbia delle streghe – La leggenda di Primrose” presso la Butterfly edizioni, primo libro di una saga fantasy.



“La sabbia delle streghe- la leggenda di Primrose”. Cosa si troveranno di fronte i lettori non appena inizieranno questa storia, e perché la consiglieresti loro?


“La sabbia delle streghe – La leggenda di Primrose” è un romanzo fantasy. Si tratta del viaggio metafisico, se così possiamo definirlo, della protagonista che non ha un nome. Io l’ho chiamata “Io”. Narra, infatti, lei in prima persona tutta la sua avventura. Un giorno si ritrova sperduta ne Il deserto della solitudine. Anche questo fortemente simbolico: come può essere rappresentata la solitudine, se non da un deserto? Lì però incontrerà una guida, Chesterfield, che le darà una missione: salvare la principessa Primrose e il principe Chidley, sovrani del GranRegno (La sabbia delle streghe) e prigionieri di un mago, Ozark. Io apprende dal racconto degli altri chi era Primrose (per questo è sottotitolato “La leggenda di Primrose”). Ma improvvisamente questo strano mondo nel quale si trova Io assume un suo significato, il viaggio non è altro che il pretesto per la riscoperta di un nuovo Io. E non svelo altro, perché non voglio rovinare il finale a nessuno.

Vorresti citare un passo o una frase significativa del tuo libro e spiegare la ragione della tua scelta?

Eccola (dal capitolo quinto): Il deserto non fa paura insieme. Allora, mi sono esternamente rivista lì dentro a camminare in quel mare di granelli di sabbia. Poi, una nera figura in lontananza si avvicina e il silenzio si trasforma in parola. Non c’è nessuno altro che noi, noi soltanto, con le paure e con i dubbi. Le nostre sagome ne formano una sola. Da lontano, si scorge questa massa informe che avanza verso il mondo, ammutolito di fronte al nostro incedere. E lacrime ci bagnano il volto, asciugate da un sole invisibile e dal forte vento. E così veniamo spazzati via, avvolti dentro di noi, in silenzio... per non migrare da soli in lande oscure. Ma sempre insieme voliamo da quel posto che ci ha resi comunicativi nella solitudine.
Spiegare il perché svela un po’ il finale. Comunque, diciamo perché qui la protagonista inizia a prendere coscienza della nuova realtà in cui si trova calata. Mette in rilievo di come in due la solitudine non faccia più paura, di come il silenzio, se si è in due, si trasformi improvvisamente in parola e di come il mondo rimanga invece in silenzio (ammutolito) di fronte alle parole d’amore di una coppia. Ci si basta, e questo è importante nella storia d’amore. Sono un’inguaribile romantica... oltre ai fantasy, infatti, scrivo romanzi d’amore.

Il personaggio che più ti somiglia e quello nel quale invece pensi il lettore si potrà identificare.

Naturalmente mi identifico nella principessa Primrose e mi piacerebbe anche il lettore si identificasse in questa principessa. Lei è forte eppure non usa le armi per disarmare il suo nemico, ma con l’Amore che porta con sé.

Rileggendo ora il tuo libro c'è qualcosa che cambieresti?

Sì. Certamente. Cercherei di scriverlo un po’ più lungo. La mia voglia di brevità purtroppo non premia. Dovrei “osare” di più.

La critica più costruttiva (o anche negativa se c'è) che ti hanno fatto fino ad ora.

La critica più costruttiva è quella che il libro ha commosso e che il lettore si è immedesimato nella principessa.


C'è qualche aneddoto legato al libro? Qualche episodio particolare che ti è accaduto durante la scrittura o dopo, durante la pubblicazione o la sua diffusione?

La copertina. Nasce da un’idea di mia sorella (l’idea era di una fanciulla che soffia sui granelli di sabbia), ma Chiara Boz, l’illustratrice, ha fatto proprio un gran bel lavoro. Oggi se il mio libro ha una bellissima copertina è merito suo!


A parte “La sabbia delle streghe- la leggenda di Primrose” hai pubblicato in passato altri libri. Vuoi parlarcene?

Sì. Ho pubblicato tre libri, prima di questo. “Bubble, Bubble – Dodici racconti” dove attraverso dodici racconti mi sono soffermata a filosofeggiare sul dolore dell’uomo di fronte ad eventi più grandi di noi. “La bambola di vetro”, che riprende un po’ questa filosofia, ma va oltre e cerca di scavare in profondità nei sentimenti umani, in particolar modo sull’Amore e sull’Odio. Il terzo, invece, è un piccolo libro senza pretese (“Conchiglia... e altri racconti”) dove ho abbandonato per sempre la filosofia. Sono nove brevissimi racconti.


A quando una nuova pubblicazione? C'è un progetto specifico al quale stai attualmente lavorando?

Per ora è in valutazione un breve romanzo rosa presso l’editore con il quale ho iniziato a pubblicare la saga. E poi c’è in cantiere il secondo libro della saga. Il primo libro, infatti, si chiude col ritrovamento della principessa, ma lei non ha più ricordi e così (nel secondo libro, che si sottotitolerà - Alla ricerca dei ricordi) si metterà in viaggio per ritrovarli.

Grazie per questa intervista. E’ stato un piacere rispondere! In bocca a lupo per questa tua nuova iniziativa...

~ E io ringrazio Teresa per la sua gentile collaborazione, sperando di poterla intervistare ancora in futuro.

(cliccate sulla foto per accedere al suo blog)

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