venerdì 23 ottobre 2015

La strada fino a qui di... Fabiola D'Amico

Buongiorno amici di blog!
Oggi ho avuto il piacere di ospitare Fabiola D'Amico, autrice che si distingue per il suo fitto curriculum letterario che l'ha portata dopo tante pubblicazioni ad approdare alla Newton Compton. Andiamo a scoprire quest'autrice che ha moltissimo da raccontare e soprattutto da insegnarci sull'umiltà del difficoltoso e bellissimo mondo che è quello della scrittura.


Ciao Fabiola e benvenuta nel mio piccolo angolo virtuale. Per iniziare e sciogliere il ghiaccio vorrei rivolgerti una domanda di rito: se dovessi scrivere una biografia di te stessa in terza persona, cosa diresti, con quali parole ti rappresenteresti?

Fabiola è una donna lunatica, pessimista, che dai suoi lamenti trova la forza per risorgere e andare avanti dritta alla meta. È mamma, moglie, impiegata, casalinga che odia stirare e pulire i vetri, ama cucinare ma ultimamente il destino si è accanito contro di lei privandola del buon frumento, di tutti i latticini, uova il pregiatissimo cacao (niente nutella); vive a Bagheria, adora il mare.

So che il tuo è un percorso ricco e costellato di molte pubblicazioni, e io ti faccio i miei più vivi complimenti. Ripartiamo quindi dall'inizio, dai tuoi primi passi. Quando e quale è stata la tua prima pubblicazione? Cosa ricordi del tuo esordio?

La mia prima pubblicazione è un racconto in un'antologia pubblicata in occasione del concorso nazionale Umbria e il lavoro indetto dall'Inail, nel lontano 2007, l'unica mia opera che la mia cara mamma abbia letto. Ricordo ancora le sue parole: brava, mi sono molto emozionata.
Nel frattempo, ho pubblicato un mio romanzo con una casa editrice a pagamento, un grande errore che rimpiangerò sempre, perché per ovvi motivi è una scelta sbagliata. Ero in trepida attesa dell'arrivo dei libri, quando la mia mamma è morta, come potrai immaginare un momento lieto è diventato triste e indimenticabile.

Quale è invece l'ultimo romanzo che hai pubblicato?

Ho appena ripubblicato il romanzo di cui ti ho parlato nella risposta precedente. Mi è sembrato giusto dedicarlo a mamma che non ha potuto leggerlo e che come me aspettava con trepidazione. È un self publishing, con i suoi difetti, ma alla quale sono molto legata. Il romanzo è uno storico ambientato tra Barcellona e Palermo nel 1645. Amore, avventura, storia, fantasia, erotismo, drammi sono le caratteristiche peculiari del Tesoro del Pirata, a mio avviso.

Dopo tanti romanzi e racconti, dopo anni dedicati alla tua passione, ho curiosità di domandarti: la scrittura ha cambiato in qualche modo la tua vita, l'ha condizionata e, come spero, migliorata?

Credo che questa domanda dovresti farla alle mie figlie, le quali, quando parlano con qualcuno dicono: mamma sta sempre al computer a scrivere.
Ogni attimo libero è dedicato ai libri, o alla lettura o alla scrittura. Quindi direi che l'ha condizionata, ma è pur vero che l'ha migliorata perché quando scrivo non penso ai miei guai, ai problemi familiari e tutto ciò che di solito mi intristisce.

A questo punto della tua carriera che idea ti sei fatta del mondo dell'editoria, così complesso e sempre in continua mutazione?

In primis, direi che se si scrive per pubblicare e guadagnare, allora cambiate sogno. Secondo, se cedi i diritti di pubblicazione di un libro, dimentica che è tuo. Terzo, non fidarti di chi ti chiede soldi. Ok, al self publishing che è un ottimo punto di partenza e da buone possibilità ma anche per questo ci sono i pro e i contro.
All'inizio ero scettica sugli ebook, ora sono una malata del click. Il progresso ha sempre dei risvolti negativi ma quelli positivi non sono da buttare.

Tra tutte le opere che hai scritto ce n'è una in particolare che editeresti di nuovo, cambiandone magari alcuni aspetti della trama e dei personaggi?

Ho rieditato il Tesoro del pirata. Dopo tanti anni quasi non apparteneva più al mio attuale stile. Credo che tutti i miei romanzi abbiano bisogno di un doppio sguardo, ma di nessuno cambierei aspetti o trame. Se un progetto andrà in porto amplierò il racconto scritto durante le festività dello scorso Natale, dal titolo Una fidanzata per papà.

Parliamo ora del tuo esordio con la Newton Compton che pubblicherà prossimamente il tuo “Un giorno da favola”. Quale è stata la tua reazione quando sei stata contattata da una casa editrice così importante? E cosa ti aspetti da questo esordio, come lo immagini?

Un giorno da favola è stato un romanzo nato per gioco, il mio primo contemporaneo, non ci avrei mai scommesso. Mi ha stupito che abbia attirato l'attenzione del pubblico quando lo pubblicai in self e per caso ho tentato la carta di libromania. Qui il primo shock. Dopo pochi mesi l'arrivo della lettera Newton con il diritto di prelazione. A differenza di molte altre colleghe il romanzo non è stato nella classifica amazon per tanto tempo, non è stato notato per il passaparola. La mia prima reazione? Un no urlato in ufficio sotto lo sguardo allibito delle mie colleghe. Era quello che volevo da sempre ma allo stesso tempo la cosa mi gettava nello sconforto. Avrei perso la mia libertà di decisione. Ora sono più serena, so che è un buon trampolino di lancio ma non è il podio. Pensa allo scivolone che potrei fare mentre salto per lanciarmi in piscina!
In questa vita, fatta di attimi, nulla è per sempre e soprattutto nessuno è indispensabile. Dietro di me, ma anche avanti, ci sono migliaia di scrittrici pronte a prendere il mio posto. Quindi bellissima esperienza ma piedi per terra e pronta a crescere, ascoltare le critiche costruttive, imparare e migliorarsi.

Oltre a pubblicare con case editrici sei anche un'autrice self. Cosa vuoi dirmi in merito a questa esperienza?

Mi piace. Hai il controllo di tutto. Sei autrice, venditrice e tanto altro, creare la cover è uno dei passaggi più belli, non credo che Elisabetta Baldan la pensi allo stesso modo, ogni volta la stresso. Ha i suoi lati positivi e negativi, come tutto del resto ma non voglio essere polemica con questa risposta. Quindi, si all'autopubblicazione ma con coscienza e pronti ad accettare le critiche, ricordandoci che non si deve mai smettere di imparare.

A proposito di autrici e mondo self: leggi autori autopubblicati? Quali e quanti titoli o nomi mi consiglieresti?

Il momento più bello per leggere è l'estate, durante le altre stagioni leggo poco, per mia grande colpa. Sì leggo autrici self, posso farti il nome di Sara Purpura, Fabiana Andreozzi e Vanessa Vescera, Sara Pratesi, Linda Bertasi, Jenny Anastan, Rujada Atzori, Silvana Sanna, Catherine BC, Diletta Brizzi, Tiziana Cazziero... chissà quante ne sto dimenticando! Io leggo le autrici italiane.


Per concludere un'altra domanda di rito: a quali progetti stai lavorando attualmente? C'è qualche romanzo nel cassetto che aspetta di vedere la luce?

In questo momento sono confusa. Sono a metà del sequel di un giorno da favola, ma ho per la testa un grande progetto, forse troppo ambizioso: scrivere tanti libri sulla Serie cupido Agency, seguire le orme della grande Susan Elisabeth Phillips con la sua serie Chicago Stars, tutti volumi autoconclusivi ma che fanno reincontrare i personaggi dei volumi precedenti e successivi. ( Lo avevo detto che era un progetto ambizioso). Ethan e Ale sono dei personaggi forti, carismatici, e le lettrici ne sono entusiaste. Chissà cosa accadrà.

Io ti ringrazio Fabiola per aver risposto alle mie domande, sei stata gentilissima. Ti faccio un grosso in bocca al lupo per il tuo lavoro e ti aspetto in libreria.

Io ringrazio te di avermi dato la possibilità di rispondere. Aspetto anche te in libreria, cara collega.

Nessun commento:

Posta un commento