venerdì 21 giugno 2013

La strada fino a qui di... Ilaria Pasqua

Buongiorno amici di blog!
Oggi a farci compagnia c'è una giovane scrittrice che mi ha contattata e con la quale ho scambiato molto volentieri due chiacchiere. Si tratta di Ilaria Pasqua che dice di sé:

«Sono un’appassionata lettrice e un’amante del cinema. 
 Scrivo per passione. 
Le storie sono il fondamento dell’essere umano, in qualsiasi forma, in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo.. 
 Spero tanto che i miei libri facciano divertire e 
appassionare così com'è successo a me scrivendoli.»

Prima di farvi leggere la sua interessante intervista vi presento le sue opere che come avviene sempre in questi casi m'incuriosiscono a tal punto da volerle conoscere in maniera più approfondita. I libri editi di Ilaria sono "Il giardino degli aranci" e "Le tre lune di Panopticon"




Il giardino degli aranci

Aria è una ragazza come tante, che prova un grande vuoto dentro a cui vuole dare un significato. Percepisce il mondo che la circonda come qualcosa di estraneo, come se quel posto in cui abita non fosse la sua terra. Mossa da una grande sensibilità e dal suo istinto s’incammina verso un’avventura che la porterà a scoprire ciò che nasconde in profondità dentro di sé.
Lei non sa di avere il potere di cambiare il suo destino e quello dei suoi amici trovando il sigillo, e quando scopre di avere in mano questa possibilità, ha paura di non essere in grado di superare le sue sofferenze, teme di perdere ciò che conta e di non riuscire a scegliere la strada giusta da seguire.
In una realtà popolata da incubi che prendono le sembianze più strane e che sono trasformati in energia, in cui ogni cosa è velata dal mistero e la quotidianità è gestita dalle leggi imposte dai Cinque Sacerdoti, Aria, assieme ai suoi compagni di viaggio, sarà costretta a mettersi in gioco e, per cambiare il corso degli eventi, si ritroverà davanti all’ostacolo più temibile di tutti.

Il giardino degli aranci - Il mondo di nebbia, primo libro di una progettata trilogia, è un fantasy in cui tutto appare diverso da com’è, in cui i rapporti di amicizia sono il valore più importante e l’amore mostra la bellezza della vita.


Le tre lune di Panopticon

In un luogo dominato dal potere malvagio di un solo uomo, il Presidente Reik, c’è una giovane ragazza, Sofia, che non sa di poter cambiare il futuro a cui Panopticon sembra destinata.
Il mondo in cui vive inizia lentamente a sgretolarsi, mentre le parole spariscono dai libri, dagli oggetti e dagli schermi, fino a diventare silenzio nella bocca del suo popolo. Sofia è forse l’unica in grado di trattenere le parole, ma deve imparare a gestire il suo potere e a non aver paura di utilizzare questo dono, le cui origini sono da ricercare nel passato. A quando l’ingordigia dell’uomo condusse alla guerra e il Grande Spirito della Natura fu costretto a dividersi, rinascendo insieme ai tre neonati che avrebbero dovuto riportare l’equilibrio andato perduto.
Ricondurre alla pace si rivelerà complicato e saranno ardue le sfide che dovranno affrontare i protagonisti di questa storia magica e appassionante.

Le tre lune di Panopticon, primo volume di una trilogia, è un libro misterioso e intrigante, in cui nulla appare come sembra e i suoi protagonisti lottano con astuzia per salvare il mondo a cui appartengono e combattere contro un destino che sembra già deciso.



Ora lascio la parola direttamente a lei che è stata tanto gentile da rispondere ad alcune domande che le ho posto.

Ciao Ilaria e benvenuta nel blog “La mia strada fino a qui”. Prima di parlarci delle tue pubblicazioni, vuoi presentarti ai lettori del blog e parlarci un po' di te?

Grazie a te Alessandra, e ciao a tutti voi!! Vivo nella splendida Roma, dove ho studiato al Dams di Roma Tre. Ho sempre lavorato, ma dopo la laurea specialistica ho finalmente avuto il tempo di dedicarmi con serietà alla scrittura. Amando il cinema mi sono appassionata anche alla scrittura di sceneggiature, ne ho una nel cassetto, ma ora tutte le mie energie sono per questi mondi che ho creato e per i futuri. Ho tante idee in testa, ultimamente troppe, e spero solo di avere la possibilità di svilupparle (senza impazzire :P).
Sto vivendo un momento molto emozionante. Le risposte per ora sono molto positive e ne sono davvero felice, e soprattutto sollevata.

So che hai seguito dei corsi di scrittura e di sceneggiatura. Da dove è nata questa passione? Quando hai capito che scrivere sarebbe stata la tua passione?

Ho sempre riempito diari e diari, sin da bambina, ma è stata l’Università a far accendere la scintilla. Al Dams mi sono ritrovata in un ambiente stimolante come non ne avevo mai visti, probabilmente era ciò che mi ci voleva. Ho avuto modo di studiare davvero di tutto. Ho studiato, cinema, teatro, arte, comunicazione, tanta letteratura, persino antropologia e sociologia, una tale varietà è impossibile che lasci indifferente. E, come mio solito, non avevo fatto neanche caso a quanto mi piacesse scrivere. Sono un po’ distratta di mio, ma forse non ho mai preso in considerazione la possibilità di poterlo fare, mi ci voleva una spinta, e me l’ha data un professore della triennale, dicendomi: perché non approfondisci? Dovresti. E così ho cullato per anni l’idea, ci ho messo molto a decidermi (sono una fifona) ho pensato di studiare prima, ma certo chi legge tanto e scrive almeno un po’ è già avvantaggiato. Ed eccomi qui. Non ti sto a raccontare per quanti anni ho cercato un’idea giusta, mi sembravano tutte orride o inadatte per chissà quale assurda ragione, ma alla fine bastava buttarsi e, messi da parte i racconti, è nato Il bambino nascosto nel buio, un vero parto… poi però non sono riuscita più a fermarmi.

Il giardino degli aranci- il mondo di nebbia è il primo libro di una trilogia fantasy. Di cosa parla e quali tematiche troverà il lettore in quest'opera?

Il giardino degli aranci parla di una ragazza, Aria, e delle sue paure più profonde. Aria ha questa sensazione di girare a vuoto che nessuno capisce, e cercherà di scalare la parete che le ha bloccato il cammino per trovare ciò che la tiene rinchiusa nel mondo di nebbia. Si ritrova a essere uno dei candidati che potrebbe trovare la chiave di quel mondo e quindi cambiare il suo destino e quello dei suoi amici, ma questo percorso sarà una continua scoperta, e un tassello dopo l’altro si scoprirà perché Aria è finita lì, perché ognuno di loro è lì, e cosa può fare per tornare a casa da chi la aspetta. Senza entrare nel dettaglio posso dirti che parla della paura di vivere e di morire, della sofferenza che spesso la vita ti getta addosso, e del farsi coraggio per superare questi momenti bui.

C'è qualcosa che accomuna te a Aria, la protagonista del libro? E i personaggi in generale sono nati dalla tua fantasia oppure ti sei ispirata a delle persone che davvero conosci? In genere quanto la realtà di uno scrittore influenza quella del libro?

Mi piacerebbe tanto essere risoluta e tosta come lei, ma purtroppo no, non le assomiglio molto, forse solo nelle paure che è costretta ad affrontare nel mondo di nebbia.
Non la realtà in sé, è più facile, almeno nel mio caso, ma penso anche che valga per tutti gli altri scrittori, essere influenzati da tutto ciò che si legge e si guarda. Ma non in tempi brevi. Leggo, guardo, ragiono, tutto ciò che ho visto viene metabolizzato e poi finisce per riuscire fuori quando meno me lo aspetto, ma ‘distorto’ dalla mia lente personale. È questo il bello della scrittura, niente potrà mai essere simile ad altro. Ognuno di noi indossa una diversa lente.
Poi sono un’appassionata di cinema da sempre, divoro film in continuazione, e questo sicuramente influenza la scrittura dei personaggi, persino la struttura, mi rendo conto che spesso è molto ‘cinematografica’, forse perché ho studiato sceneggiatura anche. Mentre scrivo mi immagino, infatti, persino le inquadrature… Sono allo stesso tempo dentro la scena e fuori.

Le tre lune di Panopticon è, come il precedente, il primo di una trilogia. La trama è particolarmente interessante in quanto la protagonista, Sofia, è l'unica in grado di trattenere le parole in un mondo in cui queste spariscono dai libri dagli schermi e dagli oggetti. Dietro questa immagine metaforica c'è forse l'intento di mandare al lettore un messaggio più complesso?

L’idea è uscita per caso, giravo per una libreria, nella stazione Termini di Roma, trascinandomi dietro un trolley, e mi guardavo intorno pensando: e se le parole scappassero da tutti questi libri, così, di colpo, che facce farebbero le persone? E poi? E poi? E puoi immaginare, un pensiero tira l’altro ed è nata la storia, in cui ovviamente i libri hanno un ruolo di primo piano, sono persino voci. Mi ritrovo a inseguire idee apparentemente folli e poi dentro i messaggi nascono da soli. Il messaggio sull’importanza dei libri c’è, credo con tutta me stessa che chiunque dovrebbe leggere, anche poco, i libri sono troppo importanti per essere ignorati, ma è nato da solo con la storia, non sviluppato coscientemente.

Quali misteri e quali intrighi si ritroverà a dover leggere il lettore in queste pagine?

Per il giardino degli aranci gli intrighi saranno una catena di eventi che coinvolgeranno tutte le persone del mondo di nebbia, e oltre Aria, Will, Henry, persino i Cinque Sacerdoti. Infatti chiunque abiti il mondo di nebbia è prigioniero più che di quella realtà, di se stesso. Sono tutti legati dal medesimo problema. Questo è un libro più introspettivo, i protagonisti sono i personaggi, i mondi che creo sono solo il riflesso delle loro paure.
Per Le tre lune di Panopticon i misteri riguarderanno una nazione, Panopticon, che ha una storia che continua a ripetersi da secoli, senza che nessuno riesca a rompere il cerchio. Arrivati alla generazione di Sofia però le cose sono ancora più complicate, e forse sarà davvero la fine. È un libro molto più ampio perché coinvolge generazioni intere, ognuna è responsabile del disfacimento della Nazione e di questa maledizione che la colpisce, man mano si scoprirà bene cosa è successo e verranno alla luce le responsabilità di ognuno. Sofia dovrà far fronte a ciò che le è stato lasciato dalle vecchie generazioni, e costretta a rispondere alla chiamata del destino. Ma i problemi saranno anche introspettivi, lei stessa dovrà far fronte a responsabilità che non si è mai voluta prendere, perciò sarà una lotta interna prima di tutto.

Entrambi i libri sono i primi di trilogie. Come mai questa scelta?

Non è una scelta proprio voluta, il problema è che avevo tantissime idee su queste due storie e sapevo che non sarei riuscita a esaurirle in uno o due libri, anche se avessi voluto. Quando inizio a lavorare sulla storia e a scrivere, resto con l’idea che deve essere un libro, ma non mi impongo niente e mi lascio andare, se i personaggi chiedono di più e la storia diventa sempre più ampia non la voglio troncare, non mi impongo di interromperla bruscamente, né di dilungarla, me ne accorgo sempre quando sto uscendo dai binari o divagando. Con entrambi mi sono trovata davanti a una miniera, posso spaziare molto e affrontare tante diverse facce dei problemi che sono nati. Ma non sarà sempre così, l’ultimo libro che è quasi ultimato, ad esempio, si conclude in uno.

Il bambino nascosto nel buio è il tuo nuovo libro e uscirà a febbraio- marzo del 2014. Vuoi darci qualche anticipazione di questa tua nuova opera?

In realtà Alessandra, Il bambino nascosto nel buio è il mio primissimo libro, la risposta dall’editore è arrivata dopo quasi un anno, e intanto ero già andata avanti con Le tre lune di Panopticon e con Il giardino degli aranci. L’attesa è davvero snervante, per questo ho provato a puntare su me stessa e a lanciarmi nel self publishing, poi se mi chiamerà qualcuno, beh, tanto meglio.
Certo, mi rendo conto quanto sia strana la cosa, il primo libro che esce dopo il secondo e il terzo, veramente buffo, ma è capitato!
L’ambientazione è sempre distopica, questo è un mondo in cui il senso di umanità è andato quasi completamente perduto, in cui un uomo porta avanti un commercio immondo che non viene osteggiato, e in cui un altro uomo cerca di ricostruire il suo passato andato in pezzi, finendo per trovarsi faccia a faccia con una verità dura da accettare, legata indissolubilmente a quel commercio.

So che questa per uno scrittore è una domanda difficile perché è come chiedere a una mamma di scegliere a quale figlio è più affezionata, ma posso chiederti a quale di questi tre libri sei più legata e perché?

È una domanda difficile, hai ragione. Ognuno mi ha dato davvero molto, ma se proprio devo scegliere… direi Il giardino degli aranci, sono uscite fuori cose nella scrittura che cerco di esorcizzare da tutta la vita, perciò lo sento più vicino.

Parliamo ora della Ilaria lettrice. Ricordi quale è stato il libro che ti ha avvicinato alla lettura?

Da piccola divoravo i piccoli brividi, lo ammetto, e i grandi classici come Piccole donne, ma l’amore vero e proprio, e lo dico con tutta sincerità, è nato durante il liceo e dopo, con l’università. Sono stati Philip Dick e il suo Tempo fuori luogo a farmi diventare vorace di letteratura, forse perché ho capito che i libri di fantascienza, fantasy e distopia sono proprio nelle mie corde. Infatti, i miei scrittori preferiti sono quelli che navigano nel sogno, che restano sempre in bilico tra sogno e realtà. Sono quelle storie magiche, che riescono a parlare di problemi comuni in modo diverso, inventando mondi interi, o semplicemente cambiando qualche piccolo particolare. È ciò che provo a fare io, sono i tipi di storie che amo e per me il modo migliore di esprimermi, sono stimolanti e riesco a metterci tutto il mio entusiasmo e la mia passione. Spesso una storia fantastica può essere più vera di una qualsiasi realtà. Fa sognare e pensare insieme, è speciale per questo.

C'è un libro della letteratura italiana o straniera che ti è piaciuto così tanto da spingerti a dire “questo avrei voluto scriverlo io”?

Ce ne sono stati talmente tanti… ma si cerca di non essere invidiosi! Mi ritrovo spesso a pensare “ah, quanto avrei voluto scrivere questo!!!!”, succede sempre con i libri che oltre a essere scritti benissimo sono perfettamente in linea con i tipi di storie che amo più nel profondo. Avrei voluto tanto aver scritto La casa del sonno, amo la scrittura di Jonathan Coe, uno qualsiasi dei libri di Murakami, 1984 per la sua potenza, City di Simak perché per me è il libro della vita, ma anche Hunger games per il modo in cui mi ha coinvolta, l’ho divorato, Un segno invisibile e mio della Bender, amo anche il realismo magico ma è molto complesso, e ancora di più… Queste oscure materie, darei una mano per averlo scritto, anche un piede! Trilogia imponente, in Italia veramente troppo sottovalutata, oltre a essere di una fantasia incredibile, lì dentro ci si trova di tutto, ha un’infinità di livelli di lettura, è appassionante e difficile da dimenticare.

Com'è stata fino ad ora la tua strada fino a qui nel mondo dell'editoria? Hai trovato delle difficoltà? E come ti muovi per promuovere il tuo libro in un mondo dove emergere tra tanti è davvero complicato e difficile?

Sono solo agli inizi ma per ora il percorso è certamente entusiasmante, ciò di cui sono sicura è che voglio prenderla sempre e comunque con il sorriso. L’editore del mio primo libro è molto appassionato e paziente, mentre per gli altri sto ancora aspettando un’ipotetica risposta delle case editrici, ma a essere sincera auto pubblicarli è stata una fortuna, è sicuramente faticoso essere editori di se stessi, ma è gratificante e divertente, sto conoscendo tantissime persone deliziose e disponibili, come te Alessandra. Non mi aspettavo di trovare questo bel mondo di solidarietà. Mi sto muovendo contattando i blog, ho creato un sito internet e blog www.ilariapasqua.net , dove inserisco recensioni giornalmente, spaziando tra libri e cinema, e poi ho una pagina facebook dove condivido i contenuti che mi colpiscono, oltre agli articoli del blog. Sono anche su goodreads e anobii e sto organizzando con alcuni blog dei giveaways. Infine spero tanto nel passaparola, se piaceranno, le voci gireranno. Almeno è questa la mia speranza.

C'è qualcosa che vorresti aggiungere su di te o sulle tue opere?

Niente in particolare, sto lavorando sul terzo libro de Il giardino degli aranci e sul secondo de Le tre lune di Panopticon, mentre è praticamente terminato il nuovissimo che uscirà prima degli altri in quanto volume unico. Mi fa piacere lasciarti il titolo che non ho ancora confessato proprio a nessuno… si chiama: Susan & Susan.
Penso di aver detto proprio tutto, spero solo che piaceranno e che chi mi segue continuerà a farlo anche in futuro.

Ti ringrazio Ilaria di averci fatto compagnia e ti faccio un grosso in bocca al lupo per tutto.

Grazie a te Alessandra, crepi!

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