mercoledì 14 novembre 2012

La strada fino a qui di....Nadia Boccacci

Buongiorno amici di blog!
Anche oggi ho un ospite qui con me, un'altra mia cara collega di casa editrice. Sto parlando di Nadia Boccacci e del suo libro In viaggio con te, un libro che io ho letto questa estate e che ho apprezzato moltissimo e che mi ha fatta commuovere fino alle lacrime.




Titolo: In viaggio con te

Autore: Nadia Boccacci

Editore: Butterfly Edizioni

ISBN 978-88-97810-00-1

Pagine: 148

Prezzo: 12,00 €

I Edizione marzo 2012 – I ristampa aprile 2012 – II ristampa maggio 2012 – III ristampa luglio 2012

Sinossi: 

«Vale e Linda si sono conosciute da bambine, tra i banchi di scuola, e si sono piaciute da subito. Hanno affrontato insieme le prime gioie e le prime difficoltà, tra giochi, scherzi, cuccioli da accudire e confidenze sussurrate in un orecchio, nell’angolo più riparato del giardino. Crescendo, i loro interessi sono cambiati e nuovi affetti hanno aggiunto colore alle loro esistenze, ma Vale e Linda non si sono lasciate mai. Tuttavia, proprio nel fiore degli anni, il destino tende loro il più crudele degli agguati: Linda, così bella, così giovane, si ammala e, dopo poco tempo, abbandona la vita prima ancora ch’essa inizi per davvero. Restano sospesi, i suoi sogni, privati di ogni possibilità di realizzazione. Tocca a Vale, adesso, affrontare un tipo ben diverso di malattia: il dolore della perdita.
Un romanzo sull’amicizia, sulla sofferenza e sulla fuggevolezza della vita. Una storia emozionante che, tra buio e luce, tra disperazione e speranza, resta nel cuore per la sua forza e, al tempo stesso, per la sua commovente delicatezza.»



Biografia dell'autrice:


Nadia Boccacci è nata il 17.08.1968 a Colle di Val D’Elsa (Si), dove vive tuttora.
E’ laureata in Lingue e Letterature Straniere moderne e insegna italiano e inglese in una scuola primaria.
Nel 2011 ha pubblicato il suo romanzo di esordio “Uno sguardo perso nel vuoto” (Gruppo Albatros). “In viaggio con te” è il suo secondo romanzo.







Ciao Nadia e benvenuta nel blog La mia strada fino a qui. Noi ci conosciamo da tempo, siamo colleghe di casa editrice e ci siamo anche incontrate durante la presentazione del tuo libro “In viaggio con te” a Roma. Ma vuoi spiegare ai lettori del blog chi è Nadia Boccacci e cosa fa nella vita?

Ciao Alessandra e grazie mille dell’invito. Sono felicissima di essere ospite del tuo blog, mi piaci molto come persona e come autrice. Ed è stato un onore, otre che un piacere, averti alla mia presentazione romana.
Io sono una madre che adora i suoi figli, Nicolò e Camilla, di sedici e quattordici anni, e un’insegnante di scuola primaria. Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne : ogni approfondimento glottologico, relativo alla nostra o ad altre lingue, mi affascina profondamente, spesso “mi regalo” dizionari etimologici e testi specifici legati alla filologia. Li adoro.

In viaggio con te è un libro che mi ha commosso moltissimo. E' stato lo stesso per te mentre lo scrivevi?

Ho pianto più volte mentre scrivevo questo libro, perché, pur non essendo propriamente autobiografico, ha molto a che fare con il mio vissuto. All’età di circa vent’anni ho perso una cugina e due giovani compagne di scuola… tali eventi devastanti mi hanno segnato profondamente e la stesura di questo romanzo, dopo molti anni, mi ha riportato indietro nel tempo, facendomi rivivere momenti tragici, ma dandomi anche la possibilità di guardarmi dentro e affrontare un dolore chiuso nelle profondità del mio essere.
Anche quando lo rileggo, qua e là, sfogliandolo, ancora oggi non posso impedire ai miei occhi di inumidirsi.
E a volte una lacrima calda mi gocciola sulla guancia.

Vuoi brevemente riassumere il contenuto del libro, la sua trama, ma soprattutto le sue due protagoniste?

Linda e Vale si conoscono da bambine, sui banchi di scuola e si piacciono fin da subito. Condividono tutto: i pomeriggi pieni di avventure, la cura di micetti trovatelli o di cani abbandonati nel pieno dell’estate, come i giochi semplici di un tempo… La crescita e l’adolescenza non le separano, anzi rinsaldano un’amicizia profonda e straordinaria; ma quando tutto sembra meraviglioso e le due giovani donne si affacciano alla vita coi loro sogni e le loro speranze per il futuro, una delle due si ammala gravemente e in breve tempo parte per un viaggio senza ritorno, lasciando l’altra nel buio della depressione e dell’angoscia. Tutto sembra infrangersi inesorabilmente e dipingersi di dolore per sempre.
Ma la vita riserverà nuove sorprese a Linda e Vale e la loro amicizia saprà andare al di là del reale, oltre il confine dello spazio e del tempo, dove una luce accecante sorprende un buio funesto.

Quale pensi possa essere uno dei passi significativi dell'opera? Ce lo vuoi citare e spiegare il motivo della tua scelta?

“Aveva ventitré anni quando la vidi per l’ ultima volta.
Giaceva immobile nel letto di camera sua, il viso gonfio, il corpo rigido e lontano. Le sentii esalare l’ultimo respiro, accompagnato da un lungo gemito straziante. Qualcuno disse che non stava soffrendo: si trattava soltanto di un rumore causato dall’aria emessa dall’organismo nel momento in cui la vita stava sfuggendo. Non capii cosa potesse significare quel discorso.
Pensai che fosse del tutto privo di senso; ma, in quel momento, l’idea che Linda non provasse dolore, al di là delle apparenze, mi rasserenò.
La casa era piena di gente: il corridoio e il salone pullulavano di persone dai volti affranti. Molti avevano gli occhi arrossati, altri singhiozzavano silenziosamente; altri ancora si facevano forza tentando di sorreggere i genitori, travolti dal peggiore incubo della loro vita. Una vita che ora non aveva più senso. Io ero lì, accanto a lei. Seduta su una sedia vicina al suo letto, stentavo a credere che fosse vero. Con gli occhi sbarrati e increduli le stringevo la mano; era ancora calda. Il soffio della vita l’aveva appena abbandonata e il calore del corpo resisteva ancora.
Ricordo la sua bocca aperta, alla ricerca dell’aria, il viso stravolto dallo sforzo. E poi la pace. Gli occhi ancora semichiusi, come prima, durante i tre giorni di coma che avevano preceduto il suo volo nell’al di là.
Era difficile credere che fosse lei. Non le assomigliava affatto: i lineamenti erano stati trasformati dal dolore e non sembravano più i suoi. Ora la morte stendeva un velo gelido sul volto delicato di cui la vita le aveva fatto dono”.


Credo che questo, cioè l’incipit, sia uno dei passi più significativi dell’opera, perché racconta il dolore e la stordita incredulità, parla di morte e di vita, introducendo con vigore nella storia chi si appresta a leggere.

In viaggio con te non è il tuo primo libro edito. La tua prima opera è il romanzo Uno sguardo perso nel vuoto. Vuoi parlarcene brevemente? Inoltre so che stai per pubblicare alcune poesie in una collana poetica, dunque oltre che scrittrice di romanzi sei anche una poetessa. Vuoi parlarci anche di questo?

Uno sguardo perso nel vuoto è il mio primo romanzo. È una storia coniugale estremamente attuale, in cui molte persone possono riconoscersi. Rispecchia fortemente la società del momento , con tutte le difficoltà familiari correlate alla crisi interiore di uno dei coniugi. Nora e Luca sono una coppia del nostro tempo, in cui è facile perdersi e difficile incontrarsi, in cui spesso il “noi” soccombe, in preda ai capricci di un “ego” invadente.
Le collana poetica di cui parli dovrebbe uscire a breve, credo prima di Natale. In essa saranno presenti una decina di mie poesie.
Un’altra, “Io e te”, farà parte dell’antologia “Sussurri dal cuore e… dalle tenebre” ( Butterfly edizioni) insieme a un mio racconto.

Scrivere romanzi e scrivere poesie. Sappiamo che sono due modi molto differenti di scrivere ed esprimersi. In quale delle due forme di scrittura di rispecchi di più?

Hai ragione, sono due modi molto diversi di approcciarsi alla scrittura, da un certo punto di vista, ma per me sono in definitiva molto simili: in entrambi la sonorità della parola, capace di trasmettere emozioni, è l’elemento portante. La musicalità del verso e l’armonia della frase sono dunque posti su uno stesso piano, a mio modo di vedere. La grande differenza consiste piuttosto nella stesura. Un romanzo è molto più lungo e articolato, frutto di un’idea che prende forma e si struttura gradualmente, mentre la poesia può nascere in un momento, scaturendo semplicemente da un’emozione o da una sensazione…

Come è avvenuto il tuo incontro con la Butterfly Edizioni? 

È stato frutto del caso e del ragionamento al contempo… Mentre stavo scrivendo “In viaggio con te”, ebbi fortuitamente notizia nei blog e nei social network di questa casa editrice giovanissima e frizzante e mi proposi di spedirle il manoscritto, non appena lo avessi terminato. Nel frattempo, cominciai a seguirla con continuità, chiesi l’ amicizia ad Argeta Brozi e mi accorsi che mi piaceva sempre di più… finché sperai con tutta me stessa di ricevere una risposta positiva da una CE col nome di farfalla…

Parliamo ora della Nadia lettrice. Letture preferite? E ti ricordi qual è uno dei primi libri che hai letto? 

Amo molto leggere, poesia e narrativa sia classica che contemporanea. Spazio da Leopardi a Neruda, a Ungaretti, fino ad Alda Merini, adoro Flaubert e Pirandello, Ammanniti e Tracy Chevalier. Ultimamente leggo molto anche autori emergenti, alcuni dei quali sono formidabili… Il primo libro che ho letto è stato una raccolta di fiabe, dalla copertina rigida e colorata… avevo sei anni.

Quando nasce il tuo desiderio di scrivere e soprattutto farti leggere dagli altri?

Scrivo da molto tempo, per il bisogno di esprimere le mie emozioni…E leggo da sempre… Il desiderio di farmi leggere dagli altri è nato da poco tempo, invece, da quando mi sono resa conto che potevo provarci… che era una cosa “possibile”.

Stai attualmente lavorando a qualche altro romanzo?

Sì, sto scrivendo “I colori che ho dentro”… un romanzo in cui il colore si lega all’emozione e allo stato d’animo… sul filo di una storia particolare.

Grazie Nadia per averci tenuto compagnia e ti faccio di cuore un grosso in bocca al lupo per tutto!

Grazie mille a te per avermi invitato nel tuo blog. Un bacio grande.


E per ultimo vi mostro la foto scattata il giorno della presentazione del suo libro a Roma; come accennava Nadia all'inizio dell'intervista ci siamo conosciute in quell'occasione.
Di Nadia ho ammirato tra le altre cose anche la calma e la serenità con le quali ha affrontato la presentazione. Io in genere tremo e balbetto sempre.....la prenderò quindi volentieri d'esempio!





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