martedì 16 ottobre 2012

Anteprima "La discendente di Tiepole" (I)

Buongiorno amici di blog!
Oggi do il via a una serie di post- anteprima sul nuovo libro che uscirà a novembre per conto della Butterfly Edizioni di Argeta Brozi. Anteprime e curiosità su "La discendente di Tiepole" il mio primo paranormal fantasy. Buona lettura!

«Ebbene si, l'ho fatto anch'io.
Il prossimo libro che darò alle stampe è lontano anni luce sia dai Monologhi che dalla Stirpe di Agortos. Vi sembrerà scritto addirittura da una mano diversa, ma più volte ho ripetuto quanto mi piaccia sperimentare e variare nella scrittura. Come un cuoco che mescola ingredienti nuovi o personalizza ricette vecchie.
E si, l'ho fatto: ho preso una comune ragazza, un luogo immaginario e maledetto, elementi fantastici quali mostri e maledizioni e ho miscelato il tutto. Ci ho aggiunto un pizzico di dark, qualche grammo di sentimento (anzi a pensarci bene parecchi grammi) ed è nata La Discendente di Tiepole.
Solita storia di lei indifesa e lui bello e dannato? Assolutamente no. Lei ha poteri da eroina? Non proprio. C'è qualche mago cattivone da uccidere? Per niente.

La Discendente di Tiepole è un progetto che ho tenuto nascosto nel cassetto per anni. Ne parlai in un forum di scrittori che frequentavo tempo fa, ma ho aspettato a tirare fuori questa carta dal mazzo. (se ho fatto bene o male lo lascio giudicare a voi). A quel tempo avevo voglia di scrivere un romanzo senza alcuna pretesa, di puro intrattenimento visivo. E così è nata Emma Onofri (e per alcuni questo nome non risulterà nuovo) e la schiera di personaggi che la circondano. E' nato Tiepole, un paesino di provincia non lontano da Roma (ogni riferimento con il mio di paese è puramente casuale). E' nata una storia che al di là del tema fantastico racconta la vicenda di alcuni ragazzi maledetti che si trovano a mutare, e tale mutazione non è nient'altro che il passaggio dall'età adolescenziale a quella adulta.

E quindi si l'ho fatto anch'io: scrivere un paranormal fantasy intessuto di significati nascosti. Anche il linguaggio che ho usato si discosta da quello della Stirpe perché è in prima persona (tutto o quasi ci viene mostrato attraverso gli occhi della protagonista), e rispetto al libro fantasy già edito è più colloquiale e formale.

E vi invoglio già da ora a leggere la storia di Tiepole e dei suoi protagonisti, per cogliere quel senso di “umanità” che ho cercato di descrivere al di là di stregonerie e episodi fantastici vari.

Perché per me è stato un divertimento, e vorrei che alla fine lo sia anche per il lettore.»

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